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Rose da seme
Rose da seme

 

Rose da seme

La rosa, come è noto, si può riprodurre in diversi modi: talea, innesto, propaggine, margotta, seme. La modalità da seme, secondo molti, è quella più affascinante, coinvolgente e piena di sorprese, ma questo tipo di propagazione può essere molto impegnativa dal momento che può accadere che la maggior parte dei semi raccolti non germinano per quanti sforzi si facciano. Indipendentemente dal risultato, dedicarsi a questa modalità di propagazione dà gioia, leggerezza e serenità che non hanno prezzo; occorre saper aspettare e rispettare i tempi della natura, in un'epoca frenetica e del tutto e subito si impara ad apprezzare il valore e il fascino dell'attesa.

Fortunatamente la maggior parte delle piante di rosa produce una grande quantità di semi all'interno dei cinorrodi, e quindi non è necessario raggiungere un elevato tasso di successo. Occorre tenere presente che le piante che si svilupperanno potranno essere diverse nell'aspetto o in altre caratteristiche rispetto alla pianta madre, soprattutto se quella pianta è un ibrido di due varietà innestate insieme.
I semi si raccolgono quando le bacche sono ben colorate a fine autunno o prima del gelo, e possono essere tenuti in frigo uno o due mesi, ma possono anche essere seminati subito in vasi all'aperto, magari coperti con un sacchetto di plastica trasparente. Ma e' possibile anche seminarli piu' tardi, se si preferisce. Le piantine inizieranno a germogliare a fine inverno, primavera e dopo meno di 2 mesi inizieranno a fiorire.

  I cinorrodi delle rose (dal greco: κυνος=kunos=cane, ροδον=rodon=rosa), così chiamati perchè nell'antichità si riteneva che guarissero le conseguenze dei morsi di cani affetti da rabbia, sono il falso frutto o più semplicemente le bacche che la rosa produce dopo la fioritura. Non tutte le rose riescono a produrle, i rosai antichi sono i più prolifici.
Dopo che la rosa avvizzisce, se è stata impollinata, comincerà lo sviluppo del cinorrodo. La bacca all'inizio sarà di colore verde, poi man mano cambierà colore, dal rosso all'arancione al marrone. Si potranno raccogliere quando l'esterno presenterà dei leggeri corrugamenti, mentre non è consigliabile aspettare che siano completamente asciutte e marrone, in quanto i semi all'interno potrebbero essere stati già attaccati dai parassiti e quindi meno vitali o danneggiati.
Gli anglosassoni chiamano i cinorrodi delle rose rosehip, i francesi mantengono l'etimo greco cynorrhodon mentre i tedeschi traducono in Hagebutte.
 



Sezione trasversale di cinorrodo e nomenclatura


Prelievo dei semi

  Un primo modo per prelevare i semi consiste nel servirsi di un coltellino affilato e tagliare dapprima la parte apicale del cinorrodo, quindi effettuare due incisioni longitudinali da lati opposti ed aprire la bacca. A questo punto estrarre i semi servendosi della punta del coltello. Il numero dei semi è molto variabile con la varietà della rose. Ce ne possono essere da poche unità fino a qualche decina. 

Un secondo modo per estrarre i semi consiste nell'effettuare un taglio circolare sul fianco del cinorrodo e sempre con l'aiuto del coltellino aprire in 2 parti il falso frutto ed estrarne i semi.



 Se i semi non sono completamente asciutti potrebbe essere conveniente pulire l'eventuale residuo di polpa rimasto attaccato all'esterno dei semi. Un modo rapido per rimuovere la polpa è quello di mettere i semi in un piccolo setaccio e lavarli sotto un getto d'acqua strofinandoli contro i lati del colino.  

  Giunti a questa fase, in possesso del nostro mucchietto di semi, ci sono varie alternative su come procedere per effettuare la semina. Di seguito ne esamineremo alcune, quelle più popolari. Ognuno, naturalmente, è libero di seguire il proprio percorso, in base ad esperienze pregresse od a preferenze individuali.
I semi che abbiamo raccolto da una pianta, ci permettono di sapere chi è stata la madre, ma non sapremo mai da quale rosa ha ricevuto il polline, quindi il padre, e non sapremo quali geni della madre e del padre avranno concorso al patrimonio genetico della nostra rosa. Il colore, il profumo, il portamento, la resistenza alle malattie, alla siccità, la quantità dei fiori, la rifiorenza, la capacità di riprodursi saranno uniche. Per molti, in questo consiste il fascino della semina delle rose, ogni singolo seme che germoglierà produrrà una rosa diversa, unica, con proprie caratteristiche, in funzione dei geni trasmessi dai genitori.
 


Principi base di stratificazione

Questa metodica, con tutte le sue varianti, cerca di imitare quanto avviene in natura e di sopperire alle nostre mancanze di conoscenza. Le rose, infatti, maturano i loro semi in epoche diverse. Alcuni semi sono pronti e andranno raccolti in luglio, altri in agosto, altri ancora in novembre. Per tutti si dovrà aspettare febbraio per procedere alla semina. I semi delle rose hanno bisogno, infatti, di quattro condizioni per germinare:


Le fasi della semina


Lo sviluppo dei semi

La germinazione dei semi iniziera' dopo alcune settimane, in genere da 5 a 7, e continuera' fino all'inizio dell'estate.
Quando il seme comincia a germinare, l'embrione emettera' delle foglioline che differiscono dalle vere foglie che spunteranno in seguito.
Le prime due foglioline si chiamano cotiledoni.

Ecco, avete dato vita alle vostre rose, ognuna sara' diversa dall'altra e alcune a maggio cominceranno a fare i primi fiori.


Dai vita alle tue rose

E' arrivato il momento di dare a ognuna di loro un nome, quello che piu' vi piace.

Quando vedete che le piantine si sono irrobustite, in genere verso maggio, potete rinvasarle in un contenitore piu' grande o se preferite in piena terra.

Con delicatezza appoggiate una mano aperta sul vasetto, facendo passare il fusto tra le dita aperte, lo rovesciate e con alcuni colpetti fate in modo di estrarre la zolla senza romperla.

Ripiantatela subito e annaffiate.

Fondamentale in questa fase non rompere la zolla di terriccio.

A novembre e' necessario fare delle talee delle vostre rose.
Questo al fine di evitare di perderle, perche' una delle vostre piantine potrebbe morire.
La riproduzione vegetativa (talea o innesto a gemma) vi permettera' di avere copie identiche delle vostre nuove rose.


















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Cio' che oltrepasso' la misura e' in pericolo di traboccare.
Seneca

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