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Portainnesti
Portainnesti

 

Portainnesti



Rosa Canina

  E' il portainnesto più utilizzato nella floricoltura industriale, predilige terreni di medio impasto o pesanti. Le piantine create da seme sono da preferire perché sviluppano un apparato radicale migliore rispetto a quelle da talea. La rosa Canina prodotta da seme dà disgraziatamente forme molto irregolari in quanto a vigore, apparato radicale e compatibilità. L'ideale sarebbe riprodurre per talea le forme più adatte alla regioni in cui devono essere coltivate. Ha uno sviluppo radicale assai mediocre. Il suo apparato radicale è formato da una sola o poche grosse radici capillari che nei terreni sabbiosi mal si adatta. 



Rosa Chinensis Manetti

  E' molto affine al gruppo delle Noisette, nata dall'incrocio di una Rosa chinensis e una Rosa moschata, è stata ottenuta in Italia dal giardiniere Manetti nel giardino Reale di Monza. Inviata nel 1834 in Inghilterra è giunta poi in America del nord, diventando tra i portainnesti preferiti negli USA. Ha il vantaggio di moltiplicarsi facilmente per talea, è adatta per la forzatura in serra calda che non necessita di un periodo di riposo e quindi, questa rosa può essere utilizzata anche in inverno, offrendo la possibilità di un raccolto nella stagione fredda ed un elevato rendimento per numero di fiori. Tra i difetti ci sono che richiedendo l'uso di serre riscaldate, non è economicamente vantaggiosa; non è adatta ad alcune varietà Pernetiane e Tea nelle quali l'innesto tende a staccarsi, o riduce notevolmente la durata della loro vita. Invece, se l'innesto a scudetto è eseguito in piena aria, prima dell'autunno, la pianta necessita di un riposo invernale, altrimenti i germogli crescono deboli e sensibili al freddo. Ora questa varietà si sta cercando di abbandonarla anche in America, perché va soggetta alla clorosi infettiva. 



Rosa Laxa

  Quella comunemente chiamata Rosa laxa, che fa da portainnesto a numerosissime varietà di rosa, in realtà dovrebbe essere un ibrido di Rosa canina che risponde al nome di Rosa canina froebelii o Rosa coriifolia var. froebelii. E' originaria dell'Asia centrale e pare sia stata introdotta in America da seme agli inizi del 1900. Grande arbusto di medio vigore dalle foglie grigio-verdi, fiore bianco o bianco rosato, bacche ovali, rosse. Una sola fioritura. Dotata di forte sviluppo radicale, rami privi di spine e scarsa produzione di polloni, ha una corteccia più liscia e sottile della Canina.
Le varietà rosse innestate su questo rosaio danno dei fiori straordinari. Tra i difetti ci sono l'arresto precoce della vegetazione che impedisce di utilizzarla quando si desidera una fioritura tardiva. La ripresa della gemma innestata non è sempre regolare, non tutte le varietà di adattano a tale portainnesto, provocando scarso vigore su queste ultime, perdita di colore delle corolle, talvolta non avviene la saldatura dell'innesto. Non si adatta alla produzione di alberelli che risulterebbero troppo ricchi di midollo. Molto sensibile alla ruggine, specialmente nei terreni poveri di potassio e di calce. Se la malattia trova le condizioni ideali per lo sviluppo, le piante possono trovarsi già prive di foglie ad agosto. Si moltiplica più efficacemente per seme. Utilizzata prevalentemente dai vivaisti francesi ed olandesi.
 



Rosa Multiflora

  E' più vigorosa della rosa Canina, ottimo radicamento, rami teneri, grossi e con molte spine. Esiste una razza senza spine, attualmente preferita al tipo originario. Si moltiplica facilmente sia per seme che per talea. Poco esigente grazie al suo resistente apparato radicale, si adatta facilmente ai climi siccitosi. I semi germogliano regolarmente già nell'anno della semina. Si può cominciare ad innestarlo prima degli altri porta-innesti perché entra prestissimo in vegetazione, è compatibile con quasi tutte le varietà coltivate. Può essere utilizzato per l'innesto delle rampicanti e delle Polyanta, assicurando una fioritura abbondantissima. Tra i difetti sono indicati: le piantine prodotte da seme tendono ad avere un colletto troppo corto per l'innesto a scudetto ma ripullano molto meno rispetto a quelle per talea. Non è consigliabile servirsi di tale portainnesto per le rose Pernetiane, Thè e loro ibridi perché in tal caso le piante hanno la tendenza a fiorire soltanto nella tarda stagione, perdono il colore dei fiori. Tuttavia, è più suscettibile alla clorosi, quindi è necessario prestare maggiore attenzione per assicurare che siano soddisfatti i requisiti che impediscono il problema. In particolare, molte rose di colore viola coltivate su R. Multiflora necessitino di frequenti applicazioni di ferro, molte delle quali presentano problemi di clorosi intrinseca. Molto utilizzata soprattutto in Canada, Gran Bretagna, Francia, Giappone e Zimbabwe. 



Rosa Odorata

  E' una pianta da fiore ibrida originaria dello Yunnan nel sud-ovest della Cina, la cui tassonomia è stata confusa. È stato considerato un ibrido di Rosa gigantea e Rosa chinensis, oppure come specie selvatica piuttosto rara che include Rosa gigantea, Rosa Bengale, Rosa indica.
E' una specie molto rustica, con sviluppo vegetavo medio e radici profonde non molto fibrose, si riproduce per talea grazie al facile radicamento. Portainnesto molto apprezzato negli USA, usato soprattutto in sostituzione della Manetti. Ideale per i rosai di serra. Pare che questa rosa funzioni meglio con le rose gialle e sfumate di giallo rispetto alle rose di colore rosso.
 



Rosa Rubiginosa

  Chiamata anche Rosa eglanteria o Canina odorata, ha tra i pregi che possiede radici profonde, buona produttività invernale, incremento delle dimensioni del fiore, può essere innestata a scudetto più tardi della rosa Canina specie, perché la sua vegetazione si mantiene a lungo, oltre l'autunno. Si moltiplica bene per talea, ma si preferisce moltiplicarla per seme a causa delle sue numerosissime spine, stimola alla rifiorenza tardiva della pianta innestata e dona un colore più intenso. Ha una crescita lenta e quindi viene raccomandata per le rose miniatura e per la coltura in vaso. Questo tipo di rosa è molto longevo ma non dona tale caratteristica alle varietà innestate, infatti hanno vita breve, massimo 5 anni. Nel primo anno di piantagione i semenzali hanno scarso vigore a causa del debole apparato radicale. Viene utilizzata soprattutto in Olanda e nei Balcani. 



Rosa Rubrifolia

  Chiamata anche Rosa glauca Pourr o Rosa ferruginea è un portainnesto di medio vigore. Le sue radici sono poco fibrose, simili a quelle della Canina. Si moltiplica per seme, non conviene per la produzione di alberetti. La germinazione è scarsa e irregolare. I giovani semenzali sono sensibili alla ruggine, hanno scarso vigore, ripullula facilmente.
Questa specie, dalle foglie rossastre, è originaria delle montagne dell'Europa centrale e meridionale e si trova a est dai Pirenei spagnoli alla Bulgaria, e a nord dalla Germania alla Polonia. Si trova anche come specie introdotta fino alla Scandinavia e alla Finlandia.
 



Rosa Rugosa

  E' anche chiamata Rosa giapponese o Rosa pomodoro, ha il pregio di essere una pianta rustica, cresce rapidamente, ha radici superficiali molto fibrose, adatta ai terreni torbosi e sabbiosi. Si moltiplica facilmente per talea, che può essere innestata anche nello stesso anno grazie al suo rapido accrescimento. Si adatta alla forma ad alberetto grazie al suo sviluppo eretto, si presta molto bene per la coltivazione in vaso e per la forzatura precoce perché la sua ripresa è quasi istantanea. Tra i difetti si cita che è inadatta ai terreni siccitosi e compatti; provoca sulle piante innestate una longevità ridotta. Molto usata dai vivaisti belgi ed inglesi. 



Rosa Setigera

  Viene usata raramente in alcune regioni degli Stati Uniti con risultati deludenti sia per lo scarso vigore sia perchè le varietà innestate sembrano degenerare.
Ha lunghi rami arcuati che tendono ad appoggiarsi al terreno. Produce fiori rosa intenso, seguiti da frutti globosi e rossi. Ama il caldo ed è adatta a gruppi nei giardini naturali.
 



Propagazione della rosa


Riproduzione gamica: è il procedimento naturale, cioè la moltiplicazione tramite la fecondazione della parte femminile del fiore (pistillo) da parte del polline emesso dagli stami che possono far parte dello stesso fiore (autofecondazione) o anche di fiori appartenenti ad altre piante della stessa specie ma di varietà diversa (fecondazione incrociata). Si tratta quindi di riproduzione sessuale, il materiale che viene utilizzato per ottenere nuove piante è il seme.

Per ottenere rose botaniche o per portainnesto è sufficiente utilizzare i semi dei cinòrrodi raccolti alla fine dell'autunno. Dopo averli ripuliti dalla polpa, i semi vanno posti in contenitori con un terriccio leggero, appena coperti da uno strato di sabbia grezza, non di mare; vanno lasciati in un luogo dove possano subire il freddo dell'inverno, comunque al riparo dal vento, curando che il terriccio non si secchi ma rimanga leggermente umido; per far ciò si può coprire il contenitore con foglie. Se le semine sono fatte in vassoi, vasche ecc., dopo l'avvenuta nascita delle piantine (di solito da aprile ai primi di giugno), si procederà a una ripicchettatura in vasi o a dimora, in terreno preparato dove, volendo, al momento giusto si procederà all'innesto. Cercare di ottenere rose ibride in proprio non è molto facile ma neanche impossibile. Si tratta di incrociare rose della stessa varietà (ibridazione intervarietale), per esempio dall'incrocio di 'Ambassador' con 'Mme Meilland' nel 1982 fu ottenuta la 'Princesse de Monaco'.

Si possono fare anche ibridazioni tra rose di specie diverse (ibrido interspecie), per esempio la rosa 'Félicité et Perpétue' ebbe origine da R.sempervirens x 'Old Blush', in Francia nel 1828. Certamente l'ottenimento di nuove rose oggi è riservato a tecnici ibridatori e a genetisti supportati da moderne strutture ma volendo, nel nostro piccolo, si può cercare di ottenere la soddisfazione di avere una rosa fatta da noi, quindi unica. In primavera scegliamo due rose per il nostro scopo, una ci fornirà il polline, l'altra, prima della sua completa apertura, perché non avvengano fecondazioni indesiderate, verrà privata di tutti i petali e di tutti gli stami (emasculazione). Ciò che rimane del fiore, ovviamente i soli pistilli, la parte femminile, verrà coperta da un sacchettino di carta e dopo un paio di giorni (tempo di maturazione) si applicherà il polline dell'altra rosa sui pistilli, tramite un pennellino o prelevando parte degli stami stessi. Questa operazione si può ripetere due o tre volte nei giorni successivi, sempre ricoprendo con il sacchettino fissandolo con una leggera legatura. Se dopo una quindicina di giorni il cinòrrodo comincerà ad ingrossarsi, vorrà dire che il primo passo è andato a buon fine. In autunno, dopo aver raccolto la nostra bacca, potremmo tentare di seminare subito lasciando fare alla natura, come nel caso delle rose portainnesto, oppure dopo aver selezionato i semi, lavati in acqua con l'1% di ipoclorito di sodio, verranno messi nella parte bassa del frigo, quella delle verdure. I semi, messi in piccoli contenitori, vanno ogni tanto controllati per evitare che sviluppino muffe e venga mantenuto un minimo di umidità. La semina va fatta a fine febbraio in contenitori, con modalità uguale a quella delle rose portainnesto.

Riproduzione agamica: in questo caso per ottenere altre rose si utilizzano porzioni di pianta, a seconda della tecnica usata: l'innesto, la talea, la propaggine e la micropropagazione (o coltura meristematica).

Riproduzione per talea: già gli antichi conoscevano questo sistema di propagazione delle piante, inizialmente per divisione delle ceppaie, successivamente con porzioni di rami e radici. Già Plinio il Vecchio aveva osservato che le rose propagate con porzioni di rami andavano in fioritura prima di quelle seminate e anche così facendo si potevano moltiplicare quelle con fiori più interessanti. Nella rosa si possono applicare varie tecniche per ottenere piante da talee.

Radicante per talee: l'esatta definizione chimica è "acido naftilacetico", è un fitoregolatore e trova impiego nei fruttiferi come allegante per il pero, anticascola per il melo, pesco, ecc. Con dosaggi molto bassi è usato per stimolare la produzione di radici nelle talee. I formulati in commercio possono essere liquidi o in polvere addizionati a talco. I dosaggi bassi sono indicati per le talee erbacee. E' bene sapere che questo prodotto non è un "toccasana" e non farà il miracolo di far emettere radici ad uno stelo o ad un rametto che non abbia i requisiti per lo scopo. In talee prelevate da piante sane e al momento giusto l'uso degli additivi ormonali è praticamente inutile. La concentrazione dell'ormone per radicamento per le talee legnose è di solito quattro volte superiore di quella per le erbacee. Questo tipo di prodotto non è utile per talea di foglia né per talea di radici. Al momento dell'uso far aderire un velo di polverina nella sola superficie del taglio, dove può venir assorbito. Invece troppo ormone esteso anche sulla corteccia potrebbe intossicare i giovani peluzzi radicali. Per le talee apicali ed erbacee in genere è consigliabile usare formulati liquidi o da sciogliere in acqua, in cui immergere le talee per 12-24 ore.

Riproduzione per propaggine: una tecnica non molto usata che si può applicare su rose con rami flessibili che piegati fino al suolo vanno ricoperti di terra, dopo aver praticato un'incisione e fermati con un archetto di ferro. Dopo una stagione vegetativa, cioè fine autunno o anche fine inverno, si può controllare l'effettiva radicazione del ramo e dopo averlo reciso dalla pianta madre, trapiantarlo altrove. Alcune varietà di rose, come le coprisuolo, se lasciate a se stesse possono emettere radici spontaneamente dai rami posati sul terreno.

Micropropagazione o riproduzione meristematica: è una tecnica che ha trovato grande sviluppo in questi ultimi anni. Consiste nel prelevare una piccola porzione di tessuto che viene posta e fatta crescere in ambiente artificiale; a sviluppo avvenuto, si otterranno piante identiche alla madre. Si parla in questo caso di "coltura di tessuto". La coltura meristematica, nel caso della rosa, può essere usata per moltiplicare varietà rare e in pericolo di estinzione, ma soprattutto per produrre portainnesti esenti da virus. Questo avviene prelevando piccolissime porzioni di tessuto da apici vegetativi di piante trattate con la termoterapia. In condizioni particolari di luminosità, di temperatura e di umidità in laboratorio, gli apici vegetativi della rosa crescono velocemente, gli eventuali virus presenti vengono inibiti e/o si replicano molto lentamente. Il meristema per la sua caratteristica di tessuto in continua ed attiva proliferazione non viene infettato dai virus. Ciò permette di prelevare porzioni di tessuto (0,2-0,5mm) sicuramente sano. Le fasi successive sono lo sviluppo la radicazione e l'acclimatazione prima di poter utilizzare la nuova pianta.

Propagazione per innesto: è la tecnica più diffusa per la propagazione agamica di molte piante. Essa consiste nell'unire due porzioni differenti per formare un unico individuo. Una fornirà l'apparato radicale (portainnesto/soggetto), l'altra la parte epigèa (nesto/oggetto/marza). Esistono molte tecniche di innesto, a seconda del tipo di pianta e del momento vegetativo. Nella rosa è praticato quello "a gemma" o "a scudetto". In una rosa portainnesto ( R.laxa, R.canina ecc.) nata da seme, con diametro non inferiore a quello di una matita alla base dei rametti, si pratica un'incisione a T dritto nello spazio tra i rami e le radici. Con la punta della lama usata per l'incisione, si scostano i due lembi di corteccia che con il taglio a T avremmo ottenuto. Si procede quindi a prelevare la gemma della rosa che ci interessa riprodurre, dopo aver tagliato la foglia che la protegge, lasciando un picciolo di una decina di mm. Si opera inserendo la lama, che deve essere ben affilata, più in basso di 5-10 mm dalla gemma. Il coltello deve essere fatto scivolare sotto la gemma senza ledere la stessa, ma anche senza asportare troppo legno, in un movimento di taglio verso l'alto, lasciando una coda di corteccia di un paio di cm oltre la gemma. Prendendo lo scudetto per il picciolo lasciato, lo si inserisce tra i lembi di corteccia sollevati e spingendo contemporaneamente sulla codina lo si sistemerà in fondo all'incisione verticale. Si recide quindi, in corrispondenza dell'incisione orizzontale, la codina sovrabbondante e si passa alla legatura dell'innesto con materiale idoneo. Se tutto va bene, dopo una decina di giorni, la gemma è già saldata al portainnesto. Se si è innestato a fine estate si parla di gemma dormiente, se si è operato a fine inverno si tratterà di gemma vegetante e il suo sviluppo si avrà nella stessa stagione.



Ibridazione

L'ibridazione è la scienza della creazione di nuove varietà di piante aventi una specifica caratteristica desiderata o con una combinazione di caratteristiche.
Di solito quando si pensa alle rose ci si concentra soprattutto sui fiori, ma non è solo il colore o la forma dei fiori ad essere importante. Molte caratteristiche richieste dai clienti di oggi non sono solo di natura estetica, includono la resistenza al gelo o alla siccità, la resistenza alle malattie, la capacità di assimilare in modo efficiente l'acqua ed i nutrienti, e così via.

Per creare quindi qualcosa di diverso e migliore delle varietà già esistenti bisognerebbe prendere in considerazione sia le tecniche di riproduzione convenzionali sia quelle più moderne basate sulla genetica.
A livello amatoriale ci si orienta sulla tecnica tradizionale di impollinazione manuale che consiste nel prendere il polline da una pianta e depositarlo su un'altra.

Le rose che vorrei

Chippendale, Barkarole, Nostalgie, Safrano, Tempi moderni (Barni), Marcel Pagnon, KATHRYN (R. Rawlings), Nahema, DA Regina di Svezia,
















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Si può mentire con la bocca; ma con l'espressione che si ha in quel momento si dice pur sempre la verità.
Friedrich W. Nietzsche

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