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Il suolo
Il suolo

 

Il terreno agricolo - 1

Il suolo si forma per disgregazione (frantumazione e decomposizione) delle rocce (elemento primario) a causa di dinamiche fisiche (tipicamente climatiche) e chimiche, e successivamente per concorso di fattori biologici.


Erosione fisica


Erosione chimica

N.B. L'erosione chimica lascia intatti i minerali più resistenti (tra cui ci sono gli elementi nutrizionali di base per le piante). Per esempio: magnesio, potassio e sodio, vari solfati e cloruri, oltre a quarzo, silice ed altro.


Fattore biologico

N.B. In generale l'intera biomassa del suolo non supera il 5% del contenuto totale.


In base al grado di disgregazione delle rocce si stabilisce la seguente suddivisione:

N.B. L'argilla è la parte più reattiva poiché contiene le particelle più indissolubili (cioè, chimicamente più pure, le quali spesso svolgono funzione nutrizionale per le piante) e perché funge da legante rispetto alle altre parti (incluse le molecole di acqua e aria), cioè, è il fattore più importante nello stabilire la struttura del terreno.


Riferimenti pedologici

In sintesi un suolo è composto di:

Il suolo procura alle piante:


Il contenuto biologico (organico) del suolo è per la maggior parte formato dai residui vegetali (foglie e frammenti legnosi), costituiti da:

N.B. In suoli anaerobici (privi di aria), e/o eccessivamente umidi, la decomposizione è incompleta e da' luogo alla formazione di torba.

Una volta decomposte, le sostanze organiche in concorso con le secrezioni batteriche, vengono a costituire un miscuglio abbastanza stabilizzato detto humus. A sua volta l'humus costituisce il nutrimento dei vermi (lombrichi) e/o altri organismi animali (in relazione alla condizione più o meno acida del terreno), che digerendolo lo miscelano col contenuto minerale del suolo, formando una pasta base detta humus fine.
L'humus fine così definito, oltre a fissare l'azoto (presente nell'aria), il fosforo ed altri elementi importanti, stabilizza la natura del suolo e con la sua presenza migliora sensibilmente la disponibilità di ossigeno e di acqua in terreni troppo drenati (ovvero, nel terreno grosso o prevalentemente sabbioso).

Il suolo si struttura per mezzo di aggregati (tipicamente costituiti da argilla, limo, sabbia e humus) entro i quali si inserisce l'apparato radicale delle piante e nei quali sono presenti le sostanze necessarie al loro nutrimento.

Si definisce capacità idrica di un suolo il rapporto di equilibrio (= 0) tra l'evaporazione per capillarità (la risalita dell'acqua attraverso la porosità più fine del terreno) e la pressione contraria determinata dalla forza di gravità. Ciò significa che in teoria, a prescindere da altri fattori (aspirazione radicale delle piante, evaporazione diretta), il contenuto d'acqua del terreno che ha raggiunto la sua capacità idrica si intende stabile.

L'acqua in eccesso rispetto alla capacità idrica è l'acqua disponibile per le piante presenti su un dato terreno. La vegetazione contribuisce in modo sensibile al contenuto di acqua del terreno, ciò in quanto l'apparato radicale aspira fino a notevole profondità l'acqua e la disperde nell'aria per traspirazione dalle foglie. Diversamente un terreno spoglio, dopo aver subito l'evaporazione superficiale, estesa fino a qualche centimetro, tende a rimanere umido in profondità (l'evaporazione per capillarità interessa normalmente uno strato di poche decine di centimetri, spingendosi al massimo fino a un metro in terreni agricoli, ovvero lavorati in profondità dall'intervento umano).

L'entità dell'evaporazione dipende dalla natura del suolo, in particolare dal suo contenuto di humus e, soprattutto, di argilla. Quanto più il terreno è profondo (e quanto maggiore è il contenuto di argilla), tanto più sarà ricco di acqua.

In ogni caso, per essere fertile (ovvero per presentare caratteristiche aerobiche, adatte alla presenza batterica), il terreno non deve essere troppo asfittico (compatto), deve anzi avere una certa aerazione (contenuto di ossigeno). L'aerazione è assicurata da un efficiente drenaggio. Il drenaggio dipende dalla porosità grossa del suolo, ed espleta la funzione di smaltimento della quantità di acqua in eccesso.
Tipicamente i suoli argillosi (terreni pesanti), se non adeguatamente lavorati, hanno una scarsa porosità grossa. Mentre essa è garantita in terreni che presentano aggregati superiori ai 3 mm, a patto che non siano troppo umidi (ovvero, che la porosità fine all'interno degli aggregati stessi non sia imbevuta d'acqua), ricostituendo perciò l'ambiente anaerobico.

L'apparato radicale delle piante assorbe le sostanze nutritive dalle misture di suolo sotto forma di ioni (principalmente di azoto, fosforo e potassio, ma anche di altri elementi). Questi ioni sono attratti dalla superficie colloidale di argilla e humus, e su tale superficie essi si concentrano e vengono rapidamente ripristinati mano a mano che le radici li assorbono (sì che in condizioni ideali si mantiene un equilibrio costante). La caratteristica colloidale è l'elemento chiave che rende così importante la presenza di argilla e di humus in qualità di fattori di aggregazione delle sostanze nutritive; infatti, un terreno si dice fertile proprio in relazione al suo contenuto di argilla e, soprattutto, di humus.

Naturalmente solo una parte degli ioni "fissati" vengono a diretto contatto con le radici e quindi il fabbisogno delle piante dipende proprio dalla caratteristica degli ioni di muoversi all'interno della mistura di suolo per concentrarsi sulla superficie di argilla e humus. Questa mobilità degli ioni è sensibilmente favorita dalla presenza di acqua, ed è per tale ragione, in particolare, che la siccità influisce negativamente sulle piante. Di fatto, gli ioni vengono trasportati verso le radici dall'acqua che si muove verso le medesime.

N.B. Gli ioni di azoto, diversamente da tutti gli altri, non derivano dalla disgregazione delle rocce, ma dall'aria (azoto atmosferico). Questo elemento si trova nel terreno in forma di azoto organico perché viene così trasformato dai microrganismi che lo assorbono e lo rilasciano nel terreno (humus) decomponendosi, una volta morti.


Grado di acidità (Ph)

Il grado di acidità/basicità di un terreno si definisce con la sigla Ph (Ph = 7, terreno neutro; Ph > 7, terreno basico o alcalino; Ph < 7, terreno acido). In generale le diverse specie di piante preferiscono un diverso grado Ph, ma in ogni caso esso deve essere compreso entro certi limiti:



Il terreno agricolo - 2

Il terreno agricolo o suolo è la base di tutto. Per chi si dedica all'agricoltura il terreno ha un valore inestimabile. Spesso ci si concentra sulle piante e sui prodotti finali perché sono quelli che fisicamente vengono messi sul mercato, valutati, scambiati per un profitto economico. Il terreno però è fondamentale per assicurare tutto ciò perché 'così come noi se mangiamo bene viviamo bene, anche la pianta è legata a cosa pesca dal terreno'.


La pedogenesi e la qualità del suolo

La pedogenesi (dal greco πέδον=suolo e γένεσις=nascita) indica solo i processi di formazione del suolo che in natura avvengono in milioni di anni, e per questo motivo il suolo è considerato un bene NON rinnovabile e assolutamente da preservare.

Il suolo agricolo si differenzia da quello naturale perché ovviamente subisce tutta una serie di lavorazioni che hanno l'obiettivo di renderlo il più adatto possibile per la vita delle colture. Il suolo agricolo viene generalmente suddiviso in due strati:

Se si effettuano delle valutazioni o delle analisi per verificare lo stato di salute di un terreno si vanno ad osservare i parametri fisici, chimici e biologici e si nota come a differenti realtà pedologiche corrispondono diversi comportamenti radicali.


Parametri della qualità del suolo


Preservare e reintegrare il suolo

Ogni anno il terreno perde per effetti antropici e naturali una certa quantità di humus e questo comporta un progressivo impoverimento e stanchezza del terreno. Questa diminuzione continuata dei nutrienti, senza un reintegro attraverso la concimazione, porta ad un impoverimento critico del terreno con un esaurimento delle sostanze nutritive, soprattutto potassio e fosforo, con ripercussioni sulla resa e sulla fertilità del terreno a lungo termine. Omettere l'applicazione di fosforo e potassio è un falso risparmio; entrambi i nutrienti devono essere applicati regolarmente per evitare una riduzione delle rese in futuro.

Anche se la concimazione con fosforo e potassio aumenta solo in parte le rese su terreni adeguatamente forniti, è comunque consigliabile reintegrare questi nutrienti, nelle dosi che vengono asportate con il raccolto. Così facendo, si mantiene la fertilità del suolo ad alto livello e sono richieste solo quantità modeste di concimazione con P e K (le asportazioni delle colture).

Solo una piccolissima percentuale del potassio e del fosforo totali presenti nel terreno è disponibile per l'assorbimento. La maggior parte di questi nutrienti diventa lentamente disponibile nel lungo periodo. Anche P e K apportati con la concimazione reintegrano lentamente queste riserve scambiabili e non scambiabili del terreno. Pertanto, una disponibilità sufficiente di P e K nella soluzione circolante del suolo è garantita solo quando le riserve di questi elementi nel terreno sono adeguatamente elevate. Ecco perché l'esaurimento di questi elementi ha conseguenze durature sulle rese e quando il livello di P e K nel suolo è basso è impossibile raggiungere i livelli di resa precedenti anche con un'adeguata concimazione.


Il mio terriccio per le aiuole

Dopo tutta questa lunga chiacchierata teorica voglio ricordare un tipo di terriccio che in pratica confeziono per rincalzare le mie aiuole quando il loro contenuto risulta degradato.
Il terreno da cui posso prelevare la terra, in c/da Gruppilli Carlentini (SR), risulta ricco di humus ma alquanto pesante come consistenza. Quindi preparo una miscela di 4 elementi come descritto nella tabella seguente.

40 Litri Terriccio universale10 Litri Torba bionda


25 Kg Terra di Gruppilli25 Kg Azolo rimacinato


Il mio substrato per le talee

La riproduzione per talea non è sempre semplicissima e quindi va posta la massima attenzione nel creare le condizioni ideali per la radicazione. Un buon terriccio può favorire molto la crescita delle radici.
Queste sono le caratteristiche ideali che deve avere un terriccio per talee:

Un buon terriccio per talee è composto sostanzialmente da 2 componenti: una parte ammendante (nutriente) ed una parte inerte.

Quindi, a titolo di esempio, un semplice e buon substrato per talee può essere fatto con 50% di terriccio subacido e 50% di agriperlite.

Micorrize - Si può migliorare l'efficacia della radicazione aggiungendo 1 grammo di spore di micorrize per ogni litro di substrato. Le micorrize sono dei microrganismi amici che intercetteranno le giovani radici rendendole subito più efficienti, voluminose e protette. Si tratta di particolari tipologie di funghi che entrano in simbiosi con le piante. Le micorrize si localizzano nella rizosfera, ovvero nella parte di terreno adiacente alle radici, e la loro presenza può portare una serie di benefici, aiutando l'apparato radicale delle piante a svilupparsi e ad assorbire nutrimento.


650 gr. di fibra di cocco +
10 litri acqua
5 Kg Azolo rimacinato


5 litri agriperliteMicorrize: 1 g per litro di substrato



















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Le donne sono un sesso affascinante e caparbio. Ogni donna è una ribelle; di solito insorge violentemente contro se stessa.
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