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Callo
Callo

 

Formazione del callo

Il callo (in inglese: callus) è una massa di cellule parenchimatiche che si sviluppa in modo non organizzato. Le cellule del callo sono quelle che ricoprono la ferita di una pianta. Nella ricerca biologica e nelle biotecnologie la formazione del callo viene indotta artificialmente su campioni di tessuto vegetale (espianti) posti, dopo la sterilizzazione delle superfici, su appositi terreni di coltura in vitro. Il terreno di coltura viene integrato con regolatori della crescita delle piante, come auxine, citochinine e gibberelline, per avviare la formazione del callo o embriogenesi somatica.


  Eccettuata la riproduzione per semina delle rose, tutti gli altri metodi di propagazione hanno a che vedere con la formazione del callo, anzi, in molti casi, il corretto passaggio attraverso questa fase è di fondamentale importanza. E' chiaro che nella pratica amatoriale non è pensabile usare le metodiche tipiche della ricerca biologica, ma occorrerà comunque tenere nella debita considerazione la formazione e la buona salute del callo.
L'immagine mostra il callo che si è formato, dopo un paio di settimane, sul taglio di alcuni rametti di rosa da usare come talee.
 


Il callo, purtroppo, può diventare scuro e morire prima di emettere delle vere e proprie radici. Le cause di questo evento non sono, al momento, completamente chiare. Si passa da una fase di poca organizzazione delle cellule ad una di completa disorganizzazione, a cui si aggiungono anche fenomeni di ossidazione ed altri con produzione di composti fenolici.

Nella pratica corrente di giardinaggio vengono impiegati dei prodotti, in polvere o in gel, chiamati ormoni radicanti che hanno proprio il compito, se correttamente impiegati, di favorire la formazione del callo. Ma esistono anche dei metodi più tradizionali, o fai da te, che aiutano ugualmente a superare positivamente questo importante passaggio.



Talee in carta Scottex

Questa modalità per forzare le talee ad emettere prima il callo e poi le radici l'ho letta da qualche parte su internet ed ho provato a metterla in pratica.
L'idea nasce da un disguido nell'invio di un pacco di talee per posta che, a causa di un indirizzo sbagliato, dopo una ventina di giorni fu restituito al mittente. Quando il pacco fu riaperto ecco la sorpresa: essendo state avvolte nello scottex umido, le talee avevano fatto il callo ed alcune anche la radichetta.
Illuminato da questa lettura ho cercato di simulare la stessa situazione utilizzando dei gruppi di rametti non troppo lunghi (20/25 cm.), tagliati alla base proprio in corrispondenza di un nodo, e avvolgendoli alla base in carta da cucina umida (NON inzuppata). Ho chiuso ogni mazzetto in un sacchetto da frigo sigillato e quindi in una busta di carta per ottenere il buio del pacco. Ho lasciato i pacchetti con le talee, così confezionati, in un ambiente a temperatura confortevole (20°/25°).
Il tempo in cui lasciare le talee nella carta umida è di circa 20/25 giorni, e dipende anche dalle varietà utilizzate e dalla temperatura ambiente. Io ci ho provato con un accettabile successo, nel senso che il callo è apparso in quasi tutti i rametti ed in molti casi, per oltre il 50%, sono spuntate anche le radichette.
In base alle esperienze maturate sono essenziali alcune precauzioni:


















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Essere completamente onesti con se stessi è un buon esercizio.
Sigmund Freud

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