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Apocynaceae
Apocynaceae

 

Apocynaceae

Alla famiglia delle Apocynaceae appartengono molte piante dalle proprietà tossiche. Il nome stesso, che letteralmente può essere tradotto con 'lontano dal cane', si riferisce appunto a questa loro caratteristica e ricorda che l'ingestione delle foglie, i semi o altre parti della pianta, soprattutto il lattice che sgorga dalle ferite, possono essere dannosi per la salute di animali e persone. Nella maggior parte dei casi l'ingestione accidentale non è causa di gravi avvelenamenti, generalmente provoca leggeri disturbi gastrointestinali che non necessitano neppure di un trattamento medico. Alcune specie contengono però sostanze alcaloidi estremamente nocive che, addirittura, possono anche risultare letali. L'oleandro (Nerium oleander), ad esempio, tipico rappresentante di questa famiglia, con le sue innumerevoli varietà è una delle specie vegetali più comuni che ornano i giardini, anche pubblici, ma rappresenta pure una fra le piante velenose più a rischio con le quali, quotidianamente, esiste il pericolo di venire a contatto. L'oleandro è bellissimo, ha poche pretese e immancabilmente ogni anno ripaga delle cure ricevute con abbondanti e appariscenti fioriture; per questo è una pianta ornamentale tanto apprezzata e diffusa e lo stesso si può dire di tante altre Apocynaceae. Chi lo desidera non deve rinunciare a coltivare soggetti così attraenti ma semplicemente avere la consapevolezza di ciò che si appresta ad accogliere nella propria casa ed eventualmente, se la situazione lo richiede, assumere accorgimenti utili ad evitare possibili incidenti.

Hoya Carnosa
(Fiore di cera)
Stephanotis Floribunda
(Gelsomino del Madagascar)
Nerium Oleander

Hoya Carnosa: originaria dell'India, della Cina meridionale e dell'Australia, è la specie che più di ogni altra si può coltivare nei nostri climi, sia in appartamento sia in pieno campo (purché in zone a inverno mite). Presenta portamento rampicante con rami lunghi e volubili, che si fissano ai sostegni tramite radici avventizie. Le foglie, ovali-oblunghe, acuminate e di consistenza carnosa hanno la lamina ricoperta di sostanze cerose e di colore verde lucido. I fiori, stellati e cerosi, di colore bianco con la parte centrale rosata, compaiono a primavera-estate, riuniti in ombrelle semi-globose ed emanano un intenso profumo durante la notte. Lo scapo fiorifero è multiflora e non va mai tagliato né vanno recise le infiorescenze, per non impedire la successiva fioritura, che avverrebbe sul prolungamento dello stesso.

Stephanotis Floribunda: è un rampicante vigoroso, sempreverde, con fusti spessi, che divengono semilegnosi nel corso degli anni; ha foglie ovali, lunghe 8-10 cm, di colore verde scuro, cuoiose e lucide. In primavera inoltrata produce piccoli grappoli di fiori bianchi, leggermente carnosi, intensamente profumati, a forma di stella; i fiori di stephanotis ricordano molto i fiori del gelsomino, pur essendo più grandi e carnosi. Per uno sviluppo adeguato le piante di stephanotis necessitano di un tutore o di un graticcio a cui avvolgersi; in natura queste piante raggiungono i 4-5 metri di altezza, mentre coltivate in un grande vaso (50 cm.) si mantengono al di sotto dei due metri. Io l'ho sistemata in un luogo semiombreggiato, protetto dal vento ed a ridosso di una parete dell'abitazione, in modo da garantire anche una protezione dalle correnti fredde.

Nerium Oleander: L'oleandro ha un portamento arbustivo, con fusti generalmente poco ramificati che partono dalla ceppaia, dapprima eretti, poi arcuati verso l'esterno. I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi hanno una corteccia di colore grigiastro.
Le foglie, velenose come i fusti, sono glabre e coriacee con margine intero e nervatura centrale robusta e prominente. I fiori sono grandi e vistosi, a simmetria raggiata, disposti in cime terminali. Le varietà coltivate sono prevalentemente a fiore doppio e sono quasi tutte profumate, ma ne esistono varianti a fiore semplice altrettanto belle. La fioritura è abbondante e scalare, ha inizio nei mesi di aprile o maggio e si protrae per tutta l'estate fino all'autunno.
L'oleandro è una delle piante più tossiche che si conoscano. Tutta la pianta (foglie, corteccia, semi) è tossica per qualsiasi specie animale. Se ingerita provoca: tachicardia con aumento della frequenza respiratoria, disturbi gastrici (tra cui vomito, nausea e bruciore), disturbi sul sistema nervoso centrale (tra cui assopimento). Responsabile di questa estrema tossicità è, insieme agli alcaloidi, l'oleandrina, un glicoside cardiotossico e inibitore della pompa sodio-potassio a livello di membrana cellulare. Ma, attenzione, l'oleandro contiene anche una serie di altri principi tossici che si conservano anche dopo l'essiccamento.


Plumeria Alba
(Frangipani, Pomelia)
Hoya KerriiAdenium Obesum
(Rosa del deserto,
Oleandro del Madagascar
)

Plumeria Alba: è originaria dell'America tropicale ed è diffusa in gran parte dei paesi a clima tropicale o sub-tropicale, soprattutto alle Hawaii. Ha forma di arbusto o alberello anche di notevole dimensioni, a foglie caduche o persistenti, fusto inizialmente carnoso che diventa legnoso con il tempo; rami carnosi poco numerosi, foglie grandi, lanceolate, oblunghe appuntite, di colore verde più o meno intenso a seconda della specie; i fiori simili a quelli dell'oleandro e profumati, grandi, riuniti in cime terminali, portanti anche una cinquantina di fiori con 5-7 petali, di colore bianco, crema, rosa, rosso e giallo, sfumati al centro con vari colori.
Le varie specie di plumeria vengono utilizzate come piante ornamentali per la ricca fioritura estiva, coltivate in vaso ad alberello sui terrazzi e nei balconi; in Italia è diffusa la specie P. rubra, con le sue numerose varietà, che si può coltivare in vaso nelle zone più miti della Sicilia, Liguria e regioni centro-meridionali; volgarmente chiamata Frangipani (in Sicilia è nota con il nome di Pomelia). Produce grosse bacche, che come i frutti di moltissime specie della famiglia sono fortemente tossiche.

Hoya Kerrii: è chiamata anche Hoya a cuore per la forma particolarissima delle sue foglie. E' una pianta rampicante che nei nostri climi si sviluppa molto lentamente. Nei climi miti può stare all'aperto tutto l'anno ma vegeta benissimo in casa in posizione calda e luminosissima. Non necessita di vasi profondi ma contenuti e larghi con torba fibrosa, agriperlite e pezzetti di corteccia. Predilige concimazioni leggere e frequenti, meglio se con concimi per uso fogliare da nebulizzare sui tralci. Infatti in natura crescono nel sottobosco, aggrappandosi con le radici aeree sui resti vegetali, sulle cortecce e sui tronchi marci da cui traggono il nutrimento.

Adenium Obesum: è originaria delle regioni del Sahel a sud del deserto del Sahara, nei nostri climi viene utilizzata come pianta a portamento bonsai, ma in natura può raggiungere i 3 metri di altezza. E' caratterizzata da un rigonfiamento del fusto che serve come deposito d'acqua nei periodi di siccità. Questa pianta succulenta produce fiori appariscenti dal colore bianco o rosa e successivamente dei frutti. Teme moltissimo il freddo e richiede molto impegno e dedizione, occorre rinvasarla periodicamente, possibilmente ingrandendo progessivamente il contenitore.


Catharanthus Roseus
(Pervinca Rosa)

Catharanthus Roseus - E' una pianta perenne, anche se normalmente viene allevata come annuale in quanto con gli anni tende ad assumere un aspetto meno elegante. Ha un portamento cespuglioso e può raggiungere il metro di altezza, con il tempo sviluppa un fusto legnoso vicino alla base. E' caratterizzata da foglie opposte, lucide, di un bel colore verde intenso con le nervature di colore chiaro. Fiorisce dalla primavera fino all'autunno inoltrato producendo dei fiori a cinque petali di colore rosa con una macchia più scura nella parte centrale; tuttavia esistono numerose varietà che si differenziano per il diverso colore dei fiori che può andare dal bianco al viola, al rosa.
















Mix
Intro
Il suolo
Terreni Calcarei
Siepi
Rose
Agrumi
Apocynaceae
Crassulaceae
Liliaceae
Malvaceae
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La giovinezza è un'ebbrezza continua: è la febbre della ragione.
François de La Rochefoucauld

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